Archivio per la categoria 'Giovanni'

Sopravvivere ai giorni di pioggia

Ultimamente ha piovuto per diversi giorni, perciò ho dovuto inventarmi parecchie strategie per intrattenere Gì, le elenco in ordine sparso:

  • abbiamo fatto il pane (o meglio, io ho preparato prima la pasta lievitata, in modo da darne un po’ a lui da manipolare - se l’è mangiata tutta, ma non importa)
  • abbiamo passato l’aspirapolvere in tutta la casa (il problema è stato poi rimetterlo a posto…)
  • abbiamo traslocato i mobili del soggiorno (la nuova disposizione non è durata a lungo, ma ci siamo divertiti… a spese del vicino di sotto!)
  • abbiamo messo mantellina e stivaletti e siamo andati in terrazza a fare le bolle di sapone
  • siamo andati (ORRORE!) al centro commerciale. Lo so, non si fa - ma visto che la visita comprende la merenda (portata da casa) al tavolino del bar mentre si guardano le persone che vanno su e giù per le scale mobili, una luuunga conversazione con la Signora delle Scope (leggi “quella che fa le pulizie”, stavolta ne ho beccata una molto simpatica!) una corsa lungo la galleria e una puntata veloce all’iper per prendere il latte, credo di essere ancora nei limiti dell’accettabile

Insomma, siamo sopravvissuti anche stavolta!
(E oggi che era una bella giornata… Gì ha la dissenteria!)

Ricette per non far annoiare i bimbi

Oggi è una giornata di pioggia. Il piccolo-grande Gì (ormai ha un anno e mezzo…) ha deciso di non fare più il sonnellino di metà pomeriggio, perciò bisogna trovargli qualcosa da fare. Proverò queste ricette per non far annoiare i bimbi… così poi vi so dire!!!

80 parole (part 2)

…segue…

  1. ce =luce
  2. cetta =lucina (quelle dell’albero di Natale, ma anche le spie luminose o la pila)
  3. dela =candela
  4. pappa =scarpa
  5. batta =ciabatta
  6. tètta =testa
  7. tè =…the!
  8. latte o dede =latte
  9. apa o deda =acqua
  10. ciuce =ciuccio
  11. dadatice =lavatrice
  12. etta =molletta (da biancheria o per i capelli)
  13. babba =barba (da cui “babba tatata” =babbo Natale… non fa una piega, no?)
  14. nen =amen
  15. donna o nonna =Madonna
  16. su =su
  17. là =là
  18. nanna
  19. potta =porta
  20. tappa =talpa
  21. bena =balena
  22. nena =foca
  23. tice =astice (c’era nell’acquario del supermercato…)
  24. etta =macchina (da macchinetta)
  25. magiagia =mannaggia (ops…)

80 parole (part 1)

Dicono che i bimbi a un anno e mezzo dicono 80 parole. Bene, facciamo il conto: ;-)

  1. cià =ciao
  2. ‘uncè =non c’è
  3. mamma
  4. pa’ o papa =papà
  5. nonna (che vale anche per nonno, visti i problemi che ha Gì con la o)
  6. via (variante di ‘uncè)
  7. tètte (con la è aperta) =cane, ma anche sette, tipo “bubu sette”
  8. cì =sì
  9. na =no
  10. no =uno
  11. petta =aspetta
  12. palla (con la doppia L pronunciata GL, alla spagnola)
  13. stella (vedi sopra)
  14. na =luna
  15. pappa
  16. banana (che vuol dire anche mela)
  17. patata
  18. patta =pasta
  19. tòtto =biscotto
  20. tòtta =torta
  21. tata =insalata

Le altre alla prossima puntata

Recenti accadimenti

Il nostro Gì stasera ne ha fatte due delle sue.

La prima: ha impilato i suoi primi quattro cubi - in ordine inverso, dal più piccolo al più grande. Non riesco a capire se è una premessa buona o cattiva…

La seconda: lo stavo addormentando, quando ha cominciato a mettersi tutto sotto le coperte. L’ho scoperto una prima volta, una seconda, la terza gli stavo spiegando che non poteva stare là sotto, che poi non respirava e tossiva…… quando da sotto le coperte mi fa: “Un cè” (non c’è) Mi sono messa a ridere, addio sonno!
(Adesso ci sta provando mio marito con Biancaneve…)

La famiglia è ricomposta!

Abbiamo trovato la papera prodiga, nascosta e spaventata, nell’imbottitura del box.
Adesso c’è solo da risolvere la crisi d’identità del contadino, che, dopo l’ennesima volta che Gì l’ha buttato per terra, crede di essere una mucca…
Esiste uno psicologo anche per i giocattoli?

Il computer con la banana

Premessa: Giovanni procede per grandi categorie. All’inizio diceva “mamma”, che voleva dire sì mamma, ma anche papà, nonna, prendimi in braccio ecc. - poi è stata la volta di “pappa”, che significava un disagio qualunque (fame, sonno, mal di denti, di pancia…). Adesso tocca a “banana”, che è tutta la frutta, e sospetto anche la verdura.

Questa mattina Giovanni era molto impegnato a leggere la pubblicità di un negozio di computer, e aveva già individuato “ede” (verde, lo sfondo) e “ela” (la stella). Ad un certo punto l’ho visto entusiasta di una nuova scoperta, e ho provato a capire cosa fosse: “Verde?” e mi fa no con la testa “La stella?” no di nuovo. Mi indica col dito un punto e dice “Banana!”
Incuriosita, volto la pagina dalla mia parte e vedo… un Macintosh, con la mela in bella vista! Come avevo fatto a non pensarci prima? “Banana!”
Ho provato a dirgli “mela”, Giovanni ha annuito e ha detto “banana”. Appunto.

Ci ho riprovato col nostro Mac (portatile), ho mosso un po’ il mouse e gli ho fatto vedere la mela che si illumina sullo schermo. Si è tutto emozionato: “Ba-na-naaaa!”

Da oggi, abbiamo il computer con la banana.

I telefonini della prossima generazione

Mio figlio ha imparato che con le nonne si parla, per lo più, al telefono - perciò ogni volta che vede un telefono, lo indica e dice “nonna”.
Ha anche un telefonino-giocattolo di seconda mano (uno a casa e uno al nido), con cui chiama le nonne.
Le chiama anche con il coperchio dell’omogenizzato appoggiato all’orecchio.
Ultimamente le chiama anche col biberon appoggiato sulla guancia tra l’orecchio e la bocca.

Quando si dice “telefonini della prossima generazione”…

Il fischietto

Ho un rapporto molto controverso con la segretaria della pediatra di mio figlio. Nota bene: con la SEGRETARIA - la dottoressa è un’ottima persona, salvo che è sempre di fretta perché ha una montagna di assistiti. Per quello bisogna parlare prima con la segretaria.
La segretaria mi conosce bene, da quando non voleva farmi ricevere (ah sì, per andare dalla pediatra, qui, ci vuole l’appuntamento - perché i bambini notoriamente si ammalano a comando) e ho avvicinato la cornetta del telefono a Giovanni che piangeva come un disperato. (Per inciso: è stata la volta che abbiamo scoperto che aveva il reflusso, e che in quel momento piangesse perché gli avevo appena tolto il ciuccio è solo una coincidenza.)

Bene, Giovanni da due giorni respira con fatica, è piuttosto lamentoso e si sveglia molto spesso mentre dorme perché gli si tappa il naso. Ho chiamato la dottoressa perché gli desse un’occhiata: la domanda che mi è stata fatta è se “ha il fischietto”.
Cosa ne so io se ha il fischietto?!? Non ho mai sentito un bimbo “col fischietto”, quello che so è che Giovanni rantola, tossisce, russa, tira su col naso e tanti altri rumorini strani… e ogni tanto fischia pure, mi sa. Ma non basta, oggi non mi si riceve.
Faccio notare che nemmeno l’anno scorso aveva il fischietto(?) ma la bronchiolite sì, e me le sono anche sentite perché non l’avevo portato prima. Adesso mi pare che stia uguale.
Niente da fare. La dottoressa mi dice che c’è da comprare una medicina e fargli l’aerosol.

Avete presente cosa vuol dire fare l’aerosol a un bimbo di 14 mesi? Giovanni riesce a slacciarsi e togliersi le felpe, ultimamente, per non parlare dei cappellini, sciarpine ecc. L’aerosol non durerebbe 5 secondi, a meno di non legarlo tipo sedia elettrica, E NON HO INTENZIONE DI FARLO.
E’ possibile che non ci sia un’alternativa?!?

[Ah, per chi dice che dovrei cambiare pediatra: i pediatri nel mio distretto sanitario sono 3, hanno lo studio tutti insieme, e soprattutto UN'UNICA SEGRETARIA.]

Pausa

Scrivo poco, ultimamente - causa inserimento del pargolo al Nido.
Peraltro interrotto a causa di un’otite che gli ha portato la febbre a 40° venerdì.
Il che vale a dire che per buona parte della settimana prossima sarò a casa (IN casa!) da sola con Giovanni. Il che vale a dire che il mio tempo sarà 100% Giovanni. (Quello che non è “ordinaria amministrazione”, quanto meno).
Torno prima possibile. ;-)

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