Una lettera per E.

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Inizio con un video, intanto:

(che è un’americanata, è vero, ma mi ha fatto muovere una lacrimuccia. E venire ancora più voglia di fare quella cosa di cui si sta parlando)

Ciao E.
quante cose avrei da dirti… niente di particolarmente indecente, intendiamoci, solo tante tante tante domande. E ho sempre più l’impressione che le domande le riserviamo ai bambini, e che fatte da noi grandi abbiano sempre qualcosa di ambiguo. More

Una risposta lunga e difficile

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Questo commento è qua da un po’. L’ho letto e riletto, e solo ora mi avventuro in una risposta. Non lo faccio perché ne ho una, ma solo per non lasciarlo morire, e per far sapere a Iolanda che non mi sono dimenticata di lei.

Perciò, cara Iolanda,
      la prima cosa che mi vien da dire è che anch’io mi sono laureata, anche se con tanto cazzeggio più che con tanta fatica, e anche masterizzata, e poi ho deciso di lasciare il lavoro per tutti i motivi che dici tu. Perciò solidarizzo molto con la tua situazione, e mi dispiace che ti trovi a pentirti.
      certo, ho pensato anch’io tante volte che potrei trovarmi un giorno pentita. Spero che non succeda, tutto qua.
      e poi, sì, anch’io faccio la mamma, e la moglie, ma in più faccio anche tante altre cose (troppe!), fra cui scrivere questo blog e un paio d’altri, tenere un sito, e il GAS, e tutto il resto. Perciò anche se la mia famiglia dovesse andare a gambe all’aria, spero sempre di avere un piano B.
Immagino che in questo momento, nella tua situazione, sia il consiglio più carogna del mondo, ma credo che sia proprio il momento di cercare un piano B, qualunque cosa ti sia successa.

Spero di avercelo il piano B, quando servirà, dico. Non ne sono certa (non ce l’ho la risposta) – ve lo saprò dire fra un po’.

Leggetelo

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Il titolo è: Email che fanno male. E’ un post di un blog. Leggetelo.
Parla dello stesso ipermercato in cui gli annunci dicono “I posti per gli handicappati non sono un privilegio, ma una reale necessità”. Ho fatto una lamentela che dice che non sono solo una necessità, ma un diritto: la signorina era carina, ma mi ha preso per scema.
Leggete questo post, e riflettete.
(via Biabie)

Stanca…

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Nuova grafica della CuorHome
Scusate se il tono degli articoli non è brillantissimo ultimamente, ma sono piuttosto stanca: finalmente ho varato la nuova CuorHome, e mi ci è voluta una notte e un giorno di lavoro (…e non è ancora sistemata del tutto!), e in più Giovanni sta facendo delle notti a dir poco di fuoco. Perché? Non lo sappiamo. Una specie di tristezza cosmica si è impadronita di lui, e piange. Forse è malino da qualche parte, probabilmente è solo voglia di averci vicino. Speriamo che passi presto…

Ancora giochi!

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Posto questa, e poi vado a farmi la doccia, che oggi sarà una lunga giornata! Immaginate di essere in un posto col vostro bambino, e trovare una borsetta con scritto “Prendimi e portami a casa” – cosa fate?
La mia parte di diffidenza direbbe a Giovanni: lascialo lààààààà! Bene, starei sbagliando, perché potrebbe essere un gioco lasciato da un membro della Toy Society. La Toy society, stando alle loro parole, è

just a bunch of handmade toys looking for a nice home (che si potrebbe tradurre come “un gruppetto di giochi fatti in casa che cercano un padrone gentile”).

Questi signori lasciano in giro dei giochi fatti in casa (peluche, di solito), con una scritta e la preghiera di segnalare il ritrovamento. Hanno cominciato in Australia, ma si stanno diffondendo in tutto il mondo. Bello, no? Partecipiamo?

(via ohdeedoh)

Blog Action Day 2008 – Poverty

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Eccomi a parlare di qualcosa che non so: la povertà (non voglio fare la snob… non vivo nella mia nuvoletta: vedo anch’io la crisi intorno e sento i giornaliradio, ma non ne posso parlare con cognizione di causa o competenza di nessun genere, intendo).
La povertà, per chi non fosse ancora venuto a contatto di questa notizia, è il tema del Blog Action Day di quest’anno, un giorno in cui tutti i blogger del mondo contribuiscono a creare consapevolezza riguardo a un argomento.
E torniamo all’inizio: di povertà non so niente.
Potrei leggere un po’ di blog, di siti e di Wikipedia e imbastirvi un grande discorso sull’argomento, ma non è il mio genere, così vi racconto il ragionamento che ho fatto. More

Cotone organico?

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Ho bisogno di un consiglio: sto diventando sempre più insofferente alle fibre sintetiche (di qualunque tipo: non cercate di convincermi dei pregi della microfibra o del pile, perché semplicemente non ci credo!), non mi scaldano e anzi mi fanno sudare. Mi è sempre più difficile anche portare sulla pelle i colori scuri, sia per l’intimo, sia per le t-shirt.
Perciò cerco un negozio che mi venda cose il più possibile di cotone, e il più possibile organiche o tinte con tinte naturali. Apparentemente in America qualunque negozio all’angolo o shop online lo fa, e apparentemente in Italia non è così.
Ho già saccheggiato i negozi locali del Commercio Equo, che però non mi hanno molto accontentata per i vestiti pesanti. Confidavo nei maglioncini di Benetton e Stefanel, che fino a un paio d’anni fa avevano percentuali alte di lana, ma mi è andata buca (“Ma signora, ha un 30% di cashmere!” “Certo, quello che mi preoccupa è l’altro 70%”). Non parliamo nemmeno delle altre catene dell’abbigliamento, dove la lana e il cotone sembrano specie in via di estinzione…
Chiedo: conoscete qualche marchio o negozio online che produce/vende cose di cotone organico o lana non trattata? Se sì, me lo fate sapere? Grazie!

Una consolazione per le pannolmamme

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Ok ok – vorremmo TUTTE usare solo pannolini di stoffa
Ok ok – almeno una volta TUTTE ci siamo sentite in colpa per la montagna di pannolini+cacca+pipì che buttiamo nella spazzatura ogni anno
Ok ok – alla fine LA MAGGIOR PARTE DI NOI usa ancora i pannolini per bambini usa e getta (per non dire degli assorbenti…)

Bene, consoliamoci: oggi si possono riciclare. Sul serio, cacche comprese: ecco l’articolo dal Times Online (lo consiglio così spesso che mi sembro un po’ LucaSofri… ma che volete fare, sono letture piacevoli, e poi io me la tiro un po’ di meno! ;-) )

Dita incrociate!

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…e guai a chi le scioglie, almeno fino a lunedì pomeriggio!

(Sono in uno di quei momenti in cui la scaramanzia ha il meglio su di me…)

Vi segnalo un post…

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…tanto per cambiare, di Mom@Work, che mi ha colpito e mi trova completamente d’accordo, salvo delle piccole differenze non fondamentali.
Si chiama “Ma quando comincia la vita”, e parla di figli e, fra l’altro, di adozione e di aborto.
Leggetelo, a me è andato dritto al cuore.

Spero che un giorno avrò il tempo di commentare anch’io un po’ di notizie e di fatti che stanno succedendo, e magari raccontarvi le mie posizioni… nel frattempo, accontentiamoci così.

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