vi scrivo per dirvi solo una cosa. Per favore, Voi che potete, fate qualcosa per il nostro Piccolo Ufficio Postale.
Mi si stringe il cuore ogni volta che devo andare alle Poste (e, ultimamente, mi è capitato parecchio, perché non c’è altro modo di far felice la Burocrazia delle Neomamme… ma questa è un’altra storia).
Mi si stringe il cuore, dicevo, perché il nostro Piccolo Ufficio Postale, anche se è in un Piccolo Paese, per di più nel Grande Nord Est, proprio non ce la fa con tutti noi clienti.

Povero Ufficio: ha solo 4 sportelli, e in più due sono tutti pieni di quei bei libri nuovi e dei cartelli delle vostre promozioni utili, perciò ne rimangono solo 2 per rimanere aperti, poveri sportelli, e potete immaginare come ci sia sempre la fila.

Povera posta, in queste giornate caldissime, con tutta questa gente, e le vecchine e i bambini, oggi c’era perfino un signore col suo cagnolino… lo capisco che l’aria condizionata proprio non ce la fa a tenere un po’ di fresco. Così il fresco ce lo tenevamo fra noi, sbuffando e sbuffando, ma non migliorava di molto le cose.
Perciò, Voi lassù in alto, potete fare qualcosa, come vetrare la veranda o qualcosa del genere, in modo che stiamo un po’ più larghi, o ci stia più gente per soffiare almeno?

E poi, Signori delle Poste, per favore fate qualcosa per quei poveri impiegati – perché sono sempre che si lamentano, si lamentano, si lamentano. Lo so perché sono stata in coda per un po’ e, poverini, gli tocca gridare da uno sportello all’altro per sentirsi fra loro. Dicono che li pagate troppo poco e poi avevano anche qualcosa sull’orario e sui permessi o cose del genere… ma poi non ho sentito più perché dopo che avevo fatto sono andata via di corsa col mio bimbo che cominciava a pianginare.
Comunque, ve lo dico per informazione, stavano parlando anche con un altro signore che dicevano che si chiamava Sindacato, che è stato tutto il tempo ad ascoltarli in mezzo all’ufficio. Aveva delle buste in mano, perciò credo che c’entri qualcosa qua anche lui. In più, aveva l’aria di sapere, perciò se chiedete a lui credo che vi sappia dire tutto.

In più, l’impiegato che ha attaccato la mia raccomandata credo proprio che non se la passi tanto bene, perché ha provato a piazzarmi anche un libro – ha abbassato la voce mentre lo faceva, chissà, magari era così per arrotondare e non voleva che gli altri sapessero. Non l’ho preso perché mi faceva un po’ strano il modo in cui me l’ha detto… e poi uscire dalle poste con qualcosa in più mi dava una brutta impressione, di solito al limite esco con qualcosa in meno e non mi pareva tanto per la quale.

Mi è venuto da pensare: pensa a questi signori dietro lo sportello, fino all’altroieri facevano solo le poste, e già con quelle non se la passavano poi così bene… pensa oggi, che devono fare e le poste, e la banca con tutte le sue promozioni, e le assicurazioni, e in più anche vendere i libri e le penne e tutto il resto – per forza se la passano male!

In più, adesso devono fare anche i conti con la pubblicità. Finché vendevano i francobolli, chi ci aveva mai pensato a fargli la pubblicità? In fin dei conti, un francobollo è un francobollo e se vuoi mandare un lettera ce lo devi mettere – non serve dirlo tanto in giro.
Adesso invece, con la pubblicità, entri in un Ufficio Postale e ti immagini di trovarci quasi quasi le hostess carine come quelle degli aerei. E invece loro sono sempre gli stessi di quella volta, e a parte i cartelli e le stringhe per fare la coda è sempre tutto uguale. Guardi oltre i vetri e ti trovi i pacchi impilati, le scatole qua e là, la gente che gira là dentro e non capisci bene perché.
Signori delle Poste, ditelo a Quelli della Pubblicità: non sarebbe meglio far vedere le cose come stanno, come hanno fatto quelli della Chiesa Cattolica coi preti e i poveretti, che al limite gli hanno dato un po’ una ripulita, ma sempre stortignaccoli restano? Mi offro volontaria: se venite a girare nel nostro Piccolo Ufficio Postale sono disposta anche a fare quella che fa la coda, tanto ci sono abituata, basta che non vi offendete se non mi porto Giovanni, che è un po’ troppo piccolo per andare in TV.

Così potremmo magari aiutare il nostro Ufficio Postale, che è anche così povero che non ha nemmeno la carta per le ricevute del Bancomat, così gli tocca usare i retri dei fogli già stampati, che una volta mi è capitato che c’era stampato un telegramma che una mia amica aveva mandato a un suo amico – anzi, a un suo ex amico, visto che era di condoglianze perché era morto – e per fortuna l’ho trovata per strada tornando e gliel ho restituito, anche se non mi è sembrata tanto contenta.
Un’altra volta invece mi è toccata la fotocopia di una carta di credito, ma poi l’hanno tagliata a metà e mi hanno dato solo la parte del retro, che la firma non si leggeva neanche, per cui non ho potuto ridarla a nessuno.

Ecco, cari Signori delle Poste, questo è quello che vi volevo dire.
Fatemi sapere se ci si può fare qualcosa, per il nostro povero, piccolo Ufficio Postale, perché non è mica possibile che ogni volta che ci entro ci esco col magone.

Grazie,
Elisa.

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