Siamo appena tornati da Grado, dove abbiamo passato una piacevole settimana al mare. Grado è proprio un bel posto, tranquillo, pieno di tedeschi e di signori anziani, così non tocca neanche guardare troppo come ci si veste e se non si è superiperabbronzati e palestrati.
[Ok… dire “settimana al mare” è un po’ azzardato, visto che Giovanni ha dormito ogni pomeriggio fino alle 5, in più 2 giorni abbiamo fatto i turisti, in più 1 giorno è venuta a trovarci una mia amica con i bambini… perciò la spiaggia l’abbiamo vista sì e no per 3 mattine.]

La cosa bella di Grado (l’abbiamo scelta proprio per quello) è che la riva digrada molto lentamente, e perciò prima che l’acqua diventi alta bisogna andare molto lontani dalla riva. Per questo motivo, quando c’è la bassa marea la spiaggia si riempie di pozze in cui i bimbi possono sguazzare.
In più il mare è proprio pulito: è pieno di paguri, granchi, telline e altre conchigliette “abitate”, che Giovanni ha guardato con molto interesse.

Magie di internet, abbiamo avuto anche la fortuna di trovare un albergo dove siamo stati parecchio bene: si chiama Hotel Touring, e devo dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dell’accoglienza che ha riservato a noi e al nostro piccolo terremoto Giovanni.
All’inizio – lo ammetto – l’avevamo scelto perché era praticamente l’unico dove non facevano pagare i bambini.
Poi ci era piaciuto che ci fosse un angolo con il frigorifero e il forno a microonde apposta per loro.
Alla fine Giovanni non voleva quasi andare via – e lo capisco! Tutti sono stati molto pazienti con lui (camerieri, cuochi, personale e proprietari dell’albergo e gli altri ospiti). Ha trovato un sacco di amici perché c’erano molti bambini… e anche molti adulti disposti a sorridergli, chiacchierare e giocare con lui.

Abbiamo avuto un grosso aiuto soprattutto dal personale della cucina, che ad ogni pasto gli faceva trovare il brodino vegetale pronto o la pastina già cotta, e dai camerieri, che lo servivano come se fosse stato un “grande” e gli sorridevano quando passavano o si fermavano per dargli un saluto (sembra una stupidaggine, ma apprezzi anche quello, quando hai un bimbo di 1 anno che non è abituato a stare fermo a tavola).

E poi tutto il resto: la pulizia perfetta della camera e delle parti comuni, la silenziosità delle camere (non abbiamo mai sentito gli altri bimbi chiacchierare o piangere… spero che questo voglia dire che gli altri non hanno sentito il nostro!), la comodità di avere il lettino vicino a noi, la zona tranquilla… e “ultimo ma non ultimo” il dolcissimo Luca, il figlio del proprietario, che assieme al suo papà e alla sua mamma ci hanno accolti un po’ come se fossimo stati di famiglia.

Insomma: stiamo stati proprio bene… e speriamo proprio di tornare l’anno prossimo (magari con Giovanni un po’ più tranquillo).

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