Il post nel blog di Antonio Volpon in risposta al mio link (e 3! ANTONIO, GIURO, NON CI STO PROVANDO!!!! 😉 ) mi ha suscitato una domanda: e io perché continuo a tenere un sito, con un blog annesso, più parecchi shop che trovate nel “Faccio anche questo” della colonna di destra (che non assicurano una rendita tale da giustificare il tempo che ci investo, peraltro), più questo che passa per il mio blog personale (il che ha divertito parecchio mia madre: “Ma cosa ci si scrive in una cosa del genere?!?”), più una serie di sporadici ritocchi a siti che ho fatto tempo fa per amici?
Insomma, chi me lo fa fare?

La prima risposta è quella che ho scritto nel post su-linkato, cioè: queste cose sono mie-e-basta, e ci faccio quello che voglio, il che è già una soddisfazione, soprattutto visto che ho un figlio e un marito, una casa da mandare avanti (come dire: sono la house-manager 😉 della mia famiglia), dei genitori semi-anziani di cui preoccuparmi più che occuparmi e una serie di altre attività collaterali che richiedono una certa organizzazione e una buona dose del mio tempo.

Ma poi ci ho pensato su e ho concluso: il primo motivo è in realtà l’egocentrismo – altrimenti perché passerei gran parte del tempo a controllare le mie statistiche e a aspettare un post da moderare che non sia spam?

Poi ci sono altri motivi, separati per sito: la CuorHome è in piedi ormai da 8 anni, e ci sono affezionata come a… a… a un animaletto domestico, fate conto. Come faccio ad abbandonarla così, di punto in bianco, dopo averla allevata e vista crescere?

…e in fondo in fondo spero sempre di guadagnarci da vivere (ecco perché gli shop). Il mio spiccato senso pratico però non ha ancora capito che “guadagnarci da vivere” è qualcosa di diverso da “investirci (praticamente) tutto il tempo libero con la distante e improbabile prospettiva di un’adeguata remunerazione”. Perciò ricaschiamo di nuovo nell’egocentrismo: ogni volta che qualcuno compra una mia maglietta ho un’intima soddisfazione che va al di là degli spiccioli che metto da parte – che poi, col cambio del dollaro e le commissioni bancarie, diventano praticamente dei bruscolini.

Insomma, ho questa decina di siti solo per potermela un po’ tirare, e poter pensare la sera prima di addormentarmi “Bene, oggi 1200 persone si sono fatte i fatti miei”.

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