Chi segue il blog lo sa: ho passato l’inverno scorso prevalentemente ammalata. Non gravemente, ma fastidiosamente. Per fortuna adesso il mio medico ed io stiamo tentando a testa bassa la strada dell’omeopatia, e sembra funzionare (ho rinunciato a Lourdes, nel frattempo).

In questi giorni (i primi in cui torno ad essere “tranquilla” dopo 2 settimane passate a recuperare quello che avrei dovuto fare in agosto e non ho potuto fare perché avevo Gì a casa) – in questi giorni, dicevo, riflettevo su come sono cambiata anche a causa (o grazie) a questo fatto di essere stata male.
Credo di aver imparato un po’ di cose, ve le elenco qua:

  1. Non vergognarsi
    Non c’è niente di cui vergognarsi se si sta male, tanto vale dirlo. E se qualcuno pensa che sia una scusa, beh, peggio per lui.
    Non avevo idea di cosa volesse dire non avere la forza per alzarsi dal letto per giornate intere. Adesso lo so: è brutto. È brutto avere delle cose da fare e non riuscire a farle, che tuo marito e tuo figlio arrivano la sera e la casa è come l’hanno lasciata la mattina. Ma se sanno, capiscono, e così tutti gli altri.
  2. Non procrastinare
    Quando le forze sono poche, meglio usarle finché ci sono. Ovvero: se devo arrivare alla sera distrutta, tanto vale che lo sia anche perché ho fatto qualcosa – una cosa sola magari, ma fatta!
    Senza contare che, se si fanno presto tutte le cose che si devono fare (vedi alla voce “priorità”), si ha poi tempo per riposarsi davvero.
  3. Tenere in ordine
    Vedi sopra: se ho la casa, le mie cose e ME STESSA in ordine, anche se mi capita una giornata ammalata non divento paranoica, e se capita qualcuno almeno non mi vergogno di farlo entrare!
  4. Tenere i contatti
    Quando sto male, non ho voglia di sentire e vedere nessuno, un po’ perché non mi va di annoiare le persone coi racconti di come sto, un po’ perché mi costa fatica. Però ho visto che qualcuno che ti viene a trovare, o anche ti manda un SMS, può fare la differenza in tutta la giornata, senza contare che quando stai meglio riprendi la vita di prima senza “stacchi”, e senza dover chiedere scusa perché sei sparito.
  5. Semplificare
    Beh, questo è facile: meno cose=meno tempo per tenerle in ordine. Cose di tutti i tipi: cose in casa, cose da fare, cose da comprare ecc. Meglio dire di no, o pensare che non mi serve, piuttosto che affollarsi di cose che non si riescono a fare, riordinare ecc. Non so voi, ma quando non riesco a fare una cosa come vorrei, mi innervosisco; tante volte è meglio non mettersi nella condizione di doverlo fare, a costo di dire di no ogni tanto!
    In più c’è un altro lato positivo: tutte le cose che non si fanno restano come sogni e progetti, uno stimolo per stare meglio!
  6. Aver chiare le priorità
    La casa tutta da pulire può NON essere una priorità, quando sto con Giovanni. Come non è una priorità stirare se ho bisogno di un bagno caldo per togliermi il gelo di dosso.
    Ci sono delle cose imprescindibili: stare bene prima di tutto, la famiglia, e… ognuno ci metta il suo, ma bisogna metterlo. Altrimenti va a finire che faccio un po’ di questo e un po’ di quello, sprecando tempo ed energie di cui avrei bisogno per altro.
  7. Avere delle routine
    Mettere la vita dentro a dei binari aiuta molto, quando non hai nemmeno la forza di pensare a cosa fare dopo. Al lunedì si cambiano le lenzuola, gli strofinacci e gli asciugamani. La mattina, dopo che escono Gì e suo papà, si bagnano i fiori (se serve) e poi in doccia. Qualunque cosa, purché aiuti a far girare le cose. E chissà mai che intanto iniziare non serva a recuperare un po’ di energie!
  8. Accontentarsi (ovvero: essere indulgente con me stessa)
    Nessuno di noi è Superman o Wonder Woman neanche normalmente, figuriamoci quando sta male! Perciò se per un giorno non si riesce a tirare a lucido il bagno, o a avere la cucina tutta in ordine… va bene uguale! La regola di “una cosa per giorno” funziona benissimo, e se invece di una è mezza funziona benissimo lo stesso.
  9. Porsi degli obiettivi piccoli e raggiungibili
    Vi assicuro, questo fa benissimo al morale!
    Se dico “oggi devo preparare il sugo con le polpettine, e l’arrosto, e le verdure alla piastra, e la bavarese per dolce”, probabilmente non ci riuscirò, così alla sera mio marito mi troverà con la cena da fare e anche il muso.
    Se invece penso “questa sera voglio portare in tavola la cena per tutti”, posso anche fare la zuppa in busta e va bene lo stesso! Mio marito e mio figlio mangiano, e io ho la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile! (E il Grand Soleil fa benissimo le veci della bavarese, ogni tanto.)
  10. Avere comunque del tempo per…
    Questo si lega alle “priorità” di cui parlavamo prima: ci sono delle cose piacevoli a cui non si deve *assolutamente* rinunciare. Ognuno scelga la sua: fare shopping, andare a mangiare la pizza con le amiche, fare l’amore col marito – qualunque cosa. Se comporta una giornata a letto dopo per riprendersi (o prima per avere le forze), non importa, bisogna farlo.
    La mia “cosa piacevole”? Stare con Gì. Quando arriva dall’asilo, fermo tutto e sto con lui. Mi stanco, certo, ma volete mettere!
  11. Non lamentarsi
    Ok, sto parlando della “top one” delle banalità, ma quante persone non lo fanno! Conosco gente, anche giovane, che non riesce ad uscire dalla spirale delle lamentele. Gli chiedi: “Com’è andata la festa?” “Sapessi! Un disastro!” o “…e il mare?” “Una tragedia!!!” (non scherzo…) Ecco un buon modo per non godersi niente, tanto più se in realtà le tragedie in questione hanno comportato solo i piccoli inconvenienti della vita di ogni giorno.
    Lamentarsi toglie le energie, fa scappare gli amici, fa venire le rughe e la gastrite. Perciò tanto vale non farlo MAI! 😉

Spero che queste cose siano utili a qualcuno… casomai fatemi sapere!

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