Dopo i 3 prodotti che trovate qua sotto, finalmente torno ad uno dei miei post seri, ispirato a due post sul blog The Simple Marriage Project, intitolati Un po’ di onestà in più: un esperimento e Un po’ di onestà in più 2.0.
L’autore (in breve) si chiede: quante volte al giorno ci salutiamo dicendo “come va?”, e quante volte vogliamo veramente saperlo dall’altro? È una domanda che mi sono fatta anch’io recentemente. La settimana scorsa siamo stati a trovare la famiglia di mio marito, vicino a Roma, e ho notato che là praticamente tutti salutano dicendo “come va?”  e poi continuano senza aspettare la risposta! Questa cosa mi ha molto spiazzata, tanto più che il mio “Bene, e tu?” la maggior parte delle volte andava perso al vento.
Da quel po’ che ho visto, questa abitudine là è molto radicata, mentre da noi ci aspettiamo una risposta e la domanda di contraccambio. Questo non vuol dire che ci interessi di più, intendiamoci!
Perciò mi associo anch’io all’esperimento di simplemarriage.net: proviamo a rispondere veramente alle persone come va, così, tanto per capire se lo scambio di cortesie è vero o dovuto. O, meglio ancora, quando chiediamo come va, facciamolo perché ci interessa veramente!

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(Update – Ecco un trucco che mi è venuto in mente per “bloccare” l’interlocutore: invece di rispondere “bene” basta rispondere “meglio, grazie”. Ci si mette uguale, ma si apre un dialogo…)

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