Una settimana fa ho compiuto gli anni (AAARGGGHHH! Mi sto avvicinando ai 40 a grandi passi!) e mio marito mi ha regalato il libro di Nonsolomamma.
Mentre lo leggevo e mi facevo grandi risate da sola (la lettura è consigliata a chiunque abbia bambini in età prescolare, tanto per sdrammatizzare un po’ fra un manualone di puericultura e l’altro), mi ponevo anche una domanda, collaterale a “Quanto ci sarà di vero e quanto di inventato?”: “Come cresceranno quei bambini, i cui movimenti sono annotati e registrati quasi giorno per giorno?”, con la sua variante “Cosa penseranno le persona che si vedono ritratte nel blog in questa maniera?”.
Chiaramente, questa domanda vale per quel blog, come per molti altri, compreso questo.
So che alcuni miei amici leggono queste pagine, e non mi stupirebbe se lo facessero anche dei parenti più o meno stretti… senza contare Gì, che un giorno diventerà grande e probabilmente non vorrà che i suoi amici (o le loro mamme) sappiano quante volte faceva la cacca da piccolo e cose del genere.
Nel dubbio, io mi fermo, e non racconto tutto quello che vorrei e che credo potrebbe essere interessante/divertente, ma anche carino da ricordare. Non racconto i momenti difficili, gli strilli di Gì e le discrepanze educative con mio marito, le piccole e grandi tensioni con mia suocera (sparare sulle suocere è uno sport da mamme-blogger fin troppo facile)… quelle con mia madre sì, e me ne prendo la responsabilità. Non racconto le litigate con i miei genitori e le delusioni che ho dalle persone. Insomma, zucchero un po’, ma mi pare il minimo!
Giro i miei dubbi alle mie fellow-bloggers: la già citata Nonsolomamma, Mom@Work e Black Cat, tanto per cominciare, ma anche a tutte le altre che passano di qua.

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