Facebook è un grande strumento (del quale mi sono già piuttosto annoiata, peraltro). Come tutto qeullo che sta su Internet, probabilmente non aggiunge né toglie niente a quello che ognuno di noi è. Mi pare di tornare indietro di vent’anni con certe persone che si piccano per niente, altre che sorridono sempre, o certi altri che pare che abbiano fatto del cazzeggio il loro mestiere.
Purtroppo, come tutti gli strumenti che sembrano garantire una certa libertà di espressione, fanno sì che alcune persone diano il peggio di sé: ho dovuto nascondere qualcuno per non arrabbiarmi in continuazione per il linguaggio che usa (se fossi il suo datore di lavoro, ci farei un pensierino… ma anche se fossi la sua ragazza, probabilmente), qualcun altro per la quantità di cose inutili di cui mi sommergeva. Ancora, vedo qualcun altro ancora usare i computer dell’ufficio per scopi personali come se niente fosse, sotto l’occhio vigile o indifferente del loro capo. Niente sorprese, certo… solo spiacevoli conferme di qualcosa che nella vita reale, almeno in mia presenza, si mitiga.

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