Benvenuti nel bunker

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(Questo post non è del tutto estraneo alla lettura di quest’altro, raccomandatomi da un amico su Facebook. Poi, come al solito, ci sono dei fatti personali.)

« Abito in un paesino del tranquillo nordest. Tranquillo, naturalmente, è una parola che non ha senso, visti tutti i furti e le cose che si sentono qua in giro. Pensate che qua di fronte ci hanno costruito un condominio, se tornassi indietro non gli lascerei mica più occupare la stradina dove ho il diritto di passaggio. Anzi, avevo, perché tolti questi due o tre, adesso tutti pretendono di parcheggiare sul mio, proprio davanti alla mia rete.
Avevo anch’io il cancello sul cortile del condominio, ma non ce la facevo più di dover passare avanti e indietro sempre dal loro, così subito prima delle ultime elezioni mi sono fatto dare il passaggio sulla provinciale e ci ho messo il mio bel cancello. Dei bei bastoni alti in ferro battuto, si intende, che a nessuno venga in mente che ci si possa entrare.
Tanto per non perdere il passaggio, però, un cancelletto sul cortile di quelli là del condominio l’ho lasciato, così vado avanti e indietro, soprattutto per tagliare la mia siepe.

È sì, non posso mica pensare che quei quattro disgraziati me la tengano in ordine, la siepe. L’ho piantata proprio perché non mi si possa vedere dentro al giardino, bella alta e bella grossa che non si sa mai. E ci ho messo anche la retina verde fina fina lungo il confine, così anche dove la siepe non c’è nessuno disturba.

Insomma… tranquillo… di sti qua davanti non ce n’è neanche uno che sia da qua, tutti foresti. Qualcuno per fortuna è da qua vicino, e allora sono gente pulita, mi chiedono per piacere e grazie, e salutano e hanno rispetto. Sono quegli altri! Di tutto, neri, meridionali, romeni, extracomunitari, ma guarda te se è un condominio di persone perbene. Poi i ragazzi, anche quelli da qua, imparano, tipo quello là che va alle superiori coi capelli lunghi e il motorino, che quando passa col casco non saluta neanche a morire, e si è tirato dietro anche i suoi, chissà cosa gli è andato a raccontare dopo quel giorno che gliel ho detto, di essere educato.

Ooooh, io il fucile ce l’ho, e anche le telecamere. E i cani, anche se quella deficiente piccola non farebbe male a una mosca. Per fortuna la allevo a vangate, così non si sa mai che impari a mostrare i denti. E ogni tanto piange, quella disgraziata, che pare un bambino. Per ore, che mi tocca chiudermi dentro per non sentirla. Ma non posso tenerla tutto il giorno che giri per il giardino, no? Deve stare nel canile, come l’altra, chiudo su così non mi rovinano le aiole.
Per fortuna ho messo le telecamere, a circuito chiuso, con anche la luce con la fotocellula: appena si avvicina qualcuno, si accende, così io da dentro posso vedere. C’è tanta gente che fa manovra davanti al mio cancello, e devono smetterla, che io non so mica chi sono eh!
Così ci parcheggio la macchina, davanti al cancello, filo filo col bordo della strada, tante volte con una ruota giù della rampetta, che così non gli vengono idee strane alla gente.

C’era un’ultima cosa che non potevo sopportare: la gente che passando per strada mi guardava dentro dal cancello, e così oggi ho preso provvedimenti. Una lastra di ferro, attaccata ai bastoni. A misura, grande come tutto il cancello. Bella nera, e anche coi rinforzi per dentro, così sono sicuro che nessuno vede più dentro, nessuno mi disturba. Tanto io vedo fuori lo stesso, con la telecamera sotto al tetto, di giorno e di notte, per controllare che non si avvicini nessuno.
Adesso mi manca solo finire di far crescere gli alberi fino a davanti le finestre, così sono tranquillo. Definitivamente. »

RadioCondominioSera

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Mr. Topfloor ha gente a cena. Parlano troppo piano per riuscire a capire cosa si dicono.
2 sono le cose: o parlano di f****, oppure ha cominciato a leggere questo blog.

RadioCondominio informa…

1 commento

…che Mr.Topfloor sta scegliendo che offerta di Sky attivare.

Sabato invece la sua ragazza “Ammmmooooreee!” stava prendendo appuntamenti per la serata, rigorosamente in underwear. (Con la classe che contraddistingue mio marito, mi ha chiesto “Che era proprio in mutanne??”… beh, forse non proprio, ma poco più.)

Tutto questo in terrazza, quella di fronte alla mia.
Secondo me, li hanno fregati, e gliel hanno venduta come cabina telefonica insonorizzata.
Capiranno, col tempo?

Storie di ordinaria maleducazione

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Inizio dall’antefatto: Gì ha preso l’abitudine di svegliarsi fra le 4 e le 5 del mattino e chiamare Mamma o Papà. Posto che a quell’ora sono nel pieno del sonno, mi basta quell’urlo per entrare in modalità “standby” e continuare a sentire i suoi movimenti. Perciò anche se l’urlo non è seguito da niente altro, mi alzo, controllo che sia ben coperto, e torno a letto.
E non mi addormento più, se non in maniera molto leggera, disturbata da ogni minimo rumore tipo mio marito che si rigira (o anche Gì, nell’altra stanza), i treni che passano, i camion sulla strada, e le moto sull’autostrada (che dista più di 1 km, ma questa è un’altra storia).

Insomma, oggi pomeriggio avevo BISOGNO di dormire. Gì a letto stanco, con speranza di un sonno lungo, mi sono avvolta nella mia coperta preferita, e accomodata sulla mia Poang. E infatti mi sono addormentata subito. Se non che, dopo sì e no mezz’ora (erano le 13.45) UMPZZZZZZZZZZZZZZ, una trapanata dritta dritta al cuore del mio sonno. Pensando a un’occasionale riparazione, ho rimboccato la mia copertina e mi sono riaccomodata, se non che TOMP TOMP TOMP… TOMP… TOMMMP… noooo!!! Il martello noooo!!!

Mi sono trasformata nella versione Hulk di me stessa Altro

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