Aggiornamenti

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Lunedì mattina, vorrei scrivere piovoso ma grazie al Cielo no, lo scirocco sembra calato e c’è anche il sole. Dopo più di un anno torno a scrivere… e chissà mai che mi venga anche voglia di fare delle foto e aggiornarvi sui miei progressi come “crafter”!

Nel frattempo vengo alla scusa che mi ha fatto scrivere. La gentilissima Roberta da Etsy mi scrive per un articolo che ho pubblicato tempo fa sul blog di Etsy Italia Team, a proposito della maglia a dita.
Bene… questo articolo, che veniva guarda caso da qua, è stato clonato fraudolentemente in un altro blog! *sigh*
[Non vi metto il link, ma lo trovate digitando su Google “Maglia a dita”]
Inutile dire che vedere le mie fotografie e tutto il resto copiato da un’altra parte senza nemmeno che mi sia stato chiesto uno straccio di permesso mi ha fatto andare su tutte le furie!!! 😦

…ma quello che mi fa più arrabbiare è leggere sotto agli articoli di quel sito “In questo preciso istante l’Autore di questo articolo sta guadagnando dei soldi grazie all’articolo”. Ma COME??? Io scrivo e tu guadagni???

Qualcuno ha dei consigli su cosa posso fare? Ho provato a scrivere un commento sotto all’articolo, ma è “in attesa di moderazione”. In più i contatti sul sito non funzionano… così ho scritto su Twitter, e scrivo qua. Altre idee?

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Benvenuti nel bunker

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(Questo post non è del tutto estraneo alla lettura di quest’altro, raccomandatomi da un amico su Facebook. Poi, come al solito, ci sono dei fatti personali.)

« Abito in un paesino del tranquillo nordest. Tranquillo, naturalmente, è una parola che non ha senso, visti tutti i furti e le cose che si sentono qua in giro. Pensate che qua di fronte ci hanno costruito un condominio, se tornassi indietro non gli lascerei mica più occupare la stradina dove ho il diritto di passaggio. Anzi, avevo, perché tolti questi due o tre, adesso tutti pretendono di parcheggiare sul mio, proprio davanti alla mia rete.
Avevo anch’io il cancello sul cortile del condominio, ma non ce la facevo più di dover passare avanti e indietro sempre dal loro, così subito prima delle ultime elezioni mi sono fatto dare il passaggio sulla provinciale e ci ho messo il mio bel cancello. Dei bei bastoni alti in ferro battuto, si intende, che a nessuno venga in mente che ci si possa entrare.
Tanto per non perdere il passaggio, però, un cancelletto sul cortile di quelli là del condominio l’ho lasciato, così vado avanti e indietro, soprattutto per tagliare la mia siepe.

È sì, non posso mica pensare che quei quattro disgraziati me la tengano in ordine, la siepe. L’ho piantata proprio perché non mi si possa vedere dentro al giardino, bella alta e bella grossa che non si sa mai. E ci ho messo anche la retina verde fina fina lungo il confine, così anche dove la siepe non c’è nessuno disturba.

Insomma… tranquillo… di sti qua davanti non ce n’è neanche uno che sia da qua, tutti foresti. Qualcuno per fortuna è da qua vicino, e allora sono gente pulita, mi chiedono per piacere e grazie, e salutano e hanno rispetto. Sono quegli altri! Di tutto, neri, meridionali, romeni, extracomunitari, ma guarda te se è un condominio di persone perbene. Poi i ragazzi, anche quelli da qua, imparano, tipo quello là che va alle superiori coi capelli lunghi e il motorino, che quando passa col casco non saluta neanche a morire, e si è tirato dietro anche i suoi, chissà cosa gli è andato a raccontare dopo quel giorno che gliel ho detto, di essere educato.

Ooooh, io il fucile ce l’ho, e anche le telecamere. E i cani, anche se quella deficiente piccola non farebbe male a una mosca. Per fortuna la allevo a vangate, così non si sa mai che impari a mostrare i denti. E ogni tanto piange, quella disgraziata, che pare un bambino. Per ore, che mi tocca chiudermi dentro per non sentirla. Ma non posso tenerla tutto il giorno che giri per il giardino, no? Deve stare nel canile, come l’altra, chiudo su così non mi rovinano le aiole.
Per fortuna ho messo le telecamere, a circuito chiuso, con anche la luce con la fotocellula: appena si avvicina qualcuno, si accende, così io da dentro posso vedere. C’è tanta gente che fa manovra davanti al mio cancello, e devono smetterla, che io non so mica chi sono eh!
Così ci parcheggio la macchina, davanti al cancello, filo filo col bordo della strada, tante volte con una ruota giù della rampetta, che così non gli vengono idee strane alla gente.

C’era un’ultima cosa che non potevo sopportare: la gente che passando per strada mi guardava dentro dal cancello, e così oggi ho preso provvedimenti. Una lastra di ferro, attaccata ai bastoni. A misura, grande come tutto il cancello. Bella nera, e anche coi rinforzi per dentro, così sono sicuro che nessuno vede più dentro, nessuno mi disturba. Tanto io vedo fuori lo stesso, con la telecamera sotto al tetto, di giorno e di notte, per controllare che non si avvicini nessuno.
Adesso mi manca solo finire di far crescere gli alberi fino a davanti le finestre, così sono tranquillo. Definitivamente. »

Inizio la settimana con un appello

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MA QUAND’E’ CHE LE PERSONE INIZIANO A FARSI I FATTI LOROOOOOOO????

Cronache dalle passeggiate in bicicletta di una mamma in un paesino qualunque del tranquillo nordest

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Ieri pomeriggio, ore 18 e qualcosa. Tornavo a casa da una festa in una frazione vicina, con il mio pulcino alle spalle, racchiuso nel seggiolino d’ordinanza della bici, quando noto all’orizzonte – nella pista ciclabile, tratto rettilineo, aperta campagna – un uomo al telefono. Dalla sua mano libera penzolava qualcosa, che all’avvicinamento si è rivelato essere un guinzaglio. Di quelli a strozzo. Soprattutto, libero dal… “contenuto”!!! Altro

Sono tornata!

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Sono tornata dal mare, da Roma con la musica e il caldo e tutti i parenti, sono tornata (ma solo momentaneamente) anche da Facebook.
Non c’è il mio vicino del piano di sopra, perciò me la prendo con qualcun altro… ho appena letto questo profilo su un noto social network (i corsivi sono miei):

Come Experience Architect and Analyst lavoro a stretto contatto con il top management delle aziende e con i team di lavoro guidando le modalità attraverso le quali i progetti prendono forma.
Lavoro con il top management [bis] per comprendere e tradurre gli obiettivi di business in piani e progetti e con il team work per trasferire gli obiettivi del top management [ter] e guidare il processo di traduzione dei piani in progetti di prototipazione e implementazione delle interfacce dell’azienda.

Non so voi… a me pare che se devo assumere uno così per semplificarmi la vita, faccio prima da sola!
(Non avermene a male se ti riconosci – se vuoi posso farti un po’ di consulenza di italiano, volendo anche gratis.)

Cose che quasi spaventano

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Premessa: faccio la solita snob. Evitate di farmelo notare nei commenti, lo so già grazie.
Ho un periodo di sfiducia nell’umanità che ho intorno (generalizzo: ci sono le eccezioni, e ne ho già parlato): mi pare che sempre più persone non abbiano una chiave di lettura per capire il mondo che li circonda.
Non parlo del mondo “lontano”, come la situazione mondiale, l’economia o cose del genere, parlo delle cose che stanno vicine, che quando ne parli vieni accolto con sguardi bovini o con l’aria di condiscendenza che si riserva ai saccenti e ai pettegoli. Altro

Una lettera per E.

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Inizio con un video, intanto:

(che è un’americanata, è vero, ma mi ha fatto muovere una lacrimuccia. E venire ancora più voglia di fare quella cosa di cui si sta parlando)

Ciao E.
quante cose avrei da dirti… niente di particolarmente indecente, intendiamoci, solo tante tante tante domande. E ho sempre più l’impressione che le domande le riserviamo ai bambini, e che fatte da noi grandi abbiano sempre qualcosa di ambiguo. Altro

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